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		<title>Verso una norma piu completa per i nomi su Google+</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 12:10:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google Apps News @it]]></category>
		<category><![CDATA[condivisione]]></category>
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		<description><![CDATA[Attraverso Google+, vogliamo rendere la condivisione online più simile alla condivisione nel mondo reale. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Attraverso Google+, vogliamo rendere la condivisione online più  simile alla condivisione nel mondo reale. Per questo motivo, durante la  fase di registrazione a Google+, abbiamo chiesto agli utenti di  selezionare il nome che normalmente utilizzano nella vita reale.</p>
<p>Sin dal lancio, abbiamo analizzato con attenzione il feedback della  community sulla nostra norma per i nomi e controllato i dati in nostro  possesso sul completamento della registrazione.<br />
La maggior parte dei nostri utenti completa senza problemi la procedura  di registrazione e meno dello 0,1% delle persone ha inviato ricorsi sui  nomi. Dall&#8217;analisi della natura di questi ricorsi, abbiamo scoperto che:</p>
<ul>
<li>La maggior parte (60%) di questi utenti vuole semplicemente aggiungere dei soprannomi.</li>
<li>Circa il 20% dei reclami proviene di fatto da aziende che  inavvertitamente cercano di impostare la propria attività commerciale  come un profilo anziché utilizzare le pagine Google+ ideate a questo  scopo specifico.</li>
<li>Il restante 20% preferirebbe utilizzare uno pseudonimo o un altro nome apparentemente non convenzionale.</li>
</ul>
<p>Oggi siamo felici di presentare alcune funzioni che affrontano e  risolvono la maggior parte di questi problemi. Per essere chiari, il  nostro lavoro non è ancora finito ma sono comunque molto orgoglioso di  tagliare questo traguardo fondamentale nel nostro percorso.</p>
<p><strong>Soprannomi e nomi in un altro alfabeto </strong></p>
<div dir="ltr">
<div>
<div>
<div>Nel corso della prossima settimana, implementeremo il supporto per i  nomi alternativi, ad esempio soprannomi, nomi da nubile o nomi in un  altro alfabeto, accanto al nome comune.<br />
Questo nome verrà visualizzato sul vostro profilo Google+ e nelle  hovercard presenti sopra il vostro nome e nelle prossime settimane  apparirà con maggiore frequenza anche in altre sezioni di Google+ come  parte del vostro nome. Quindi, se siete Dwayne &#8220;The Rock&#8221; Johnson, Jane  Doe (Smith), o Saurabh Sharma (सौरभ शर्मा), potrete comunicare la vostra  identità nel modo che preferite.</p>
<p>Per aggiungere un nome alternativo, accedete al vostro profilo Google+,  fate clic su Modifica profilo, selezionate il vostro nome e fate clic su  &#8220;Altre opzioni&#8221;.<br />
È importante tenere presente che, quando modificate il vostro nome in  Google+, tale modifica verrà estesa a tutti i servizi che necessitano di  un profilo Google.</p>
<p><strong>Altre identità consolidate </strong></div>
<div dir="ltr">
<div>
<div>
<div>In Google+ cerchiamo di contrassegnare i nomi che non rappresentano  singoli individui, ad esempio le aziende o le idee astratte che  dovrebbero utilizzare le pagine dedicate di Google+. A volte questo  approccio non funziona, pertanto a partire da oggi aggiorneremo i nostri  processi e norme per ampliare il supporto degli pseudonimi consolidati,  da <a href="https://plus.google.com/u/1/111637355221044785066/posts">+trench coat</a> a <a href="https://plus.google.com/u/1/101336441946387245415/posts">+Madonna.</a></p>
<p>Se contrassegniamo il nome che volete utilizzare, potete fornirci le  informazioni per aiutarci a confermare la vostra identità consolidata.  Tali informazioni possono includere:</p>
<ul>
<li>Scansione di un documento ufficiale (ad esempio la patente di guida)</li>
<li>Prova di un&#8217;identità consolidata online con un pubblico di sostenitori significativo</li>
<li>Riferimenti a un&#8217;identità consolidata offline su riviste, articoli di giornale, ecc.</li>
</ul>
<p>Controlleremo le informazioni e vi forniremo un riscontro nel giro di  pochi giorni. Potremmo chiedervi ulteriori informazioni, ad esempio la  prova che gestite il sito web che avete fornito come riferimento. Mentre  una modifica del nome è in corso di revisione, continuerà a essere  visualizzato il nome precedente.</p>
<p>Per i nuovi account che non dispongono di un nome precedente, il vostro  profilo sarà in modalità non pubblica e di sola lettura durante la  revisione. In entrambi i casi, potrete vedere lo stato della revisione  accedendo al vostro profilo.</p>
<p>Per ulteriori dettagli, consultate <a href="http://support.google.com/plus/bin/answer.py?hl=it&amp;answer=1228271">norme sui nomi le  di Google+. </a><br />
Quello di oggi rappresenta un piccolo passo per il  miglioramento delle modalità con cui potete comunicare la vostra  identità su Google+; nei prossimi mesi e settimane, ascolteremo il  feedback della community e continueremo a perfezionare tutti gli aspetti  che riguardano la nostra gestione dei nomi e delle identità.</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Europa, urgono investimenti per il cloud</title>
		<link>http://www.nextrem.eu/it/technology-news/europa-urgono-investimenti-per-il-cloud</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 11:07:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Technology News @it]]></category>
		<category><![CDATA[cloud]]></category>
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		<description><![CDATA[La nuvola europea ha bisogno di nuove misure atte a rafforzare la presenza del Vecchio Continente in un settore in rapida espansione e sempre più caratterizzato dall’egemonia degli Stati Uniti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La nuvola europea ha bisogno di nuove misure atte a rafforzare la presenza del Vecchio Continente in un settore in rapida espansione e sempre più caratterizzato dall’egemonia degli Stati Uniti.</strong> È questo quanto emerge da un report pubblicato da Bloomberg, nel quale viene fatto il punto della situazione attuale del cloud computing a livello globale.</p>
<p>Aziende come Apple, Google e Microsoft hanno da diverso tempo abbracciato il nuovo paradigma che ha rivoluzionato il mondo digitale, con numerose altre società che hanno colto al volo la scia per proporre soluzioni innovative in tal senso. Gli States hanno rapidamente arricchito il ventaglio di offerte al pubblico, rappresentando di fatto la principale potenza nel cloud. Il tutto, con chiari problemi per l’Europa, sia in termini economici, con poche aziende in grado di proporsi ad alto livello, sia di sicurezza, a causa del Patriot Act che mette a rischio anche i dati archiviati sul suolo europeo da società d’Oltreoceano.</p>
<p>L’analisi di Bloomberg giunge dunque alla conclusione secondo cui <strong>urge una sorta di protezionismo nei confronti delle aziende tecnologie europee</strong>, agevolandone sia la nascita che la crescita a livello internaz<a href="http://www.nextrem.eu/wp-content/uploads/2011/06/CloudComputing.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9043" title="CloudComputing" src="http://www.nextrem.eu/wp-content/uploads/2011/06/CloudComputing.jpg" alt="" width="244" height="146" /></a>ionale. In tal senso si registrano gli interventi messi in atto da Francia e Germania, con la prima che ha intrapreso la strada della diffusione di prodotti esclusivamente realizzati entro i confini della nazione attraverso nomi quali France Telecom e Thales, mentre la seconda sta attualmente vagliando possibili nuove leggi in materia di protezione dei dati che possano imporre dei paletti sui quali andare ad erigere una nuova infrastruttura cloud tedesca.</p>
<p>Quella che Jean-Francois Audenard, responsabile della sicurezza cloud di France Telecom, definisce «una guerra tra due giganti» è dunque soltanto all’inizio, ma nonostante ciò <strong>gli Stati Uniti hanno accumulato un importante vantaggio che qualora gli stati europei non dovessero intervenire in tempo potrebbe divenire incolmabile</strong>. Diverse sono infatti le aziende di primo piano che hanno preferito guardare Oltreoceano per trasformare il proprio comparto informatico, affidandosi a gruppi come Google oppure Microsoft per la gestione di applicazioni per l’ufficio e per l’amministrazione. Nonostante ciò, però, molti di essi hanno preferito conservare pieni diritti sui propri file sensibili, decidendo di archiviarli in proprio piuttosto che affidarli in toto a gruppi statunitensi, ed è in tale scenario che le aziende europee devono cercare di inserirsi nella corsa alla nuvola digitale, sfruttando quelli che possono essere i punti deboli delle soluzioni a stelle e strisce.</p>
<p>Non è un caso dunque che in queste settimane siano in discussione presso la Commissione Europea una serie di misure atte a spianare la strada verso la nascita di nuove iniziative all’interno dei confini del Vecchio Continente, unificando definitivamente determinati aspetti che attualmente rappresentano motivi di contrasto tra le varie nazioni e legiferando in maniera tale che possa essere salvaguardata la riservatezza e la sicurezza dei cittadini europei online. La scelta di soluzioni europee può rappresentare dunque un nuovo importantissimo carburante che verrebbe così iniettato all’interno del motore dell’economia a livello continentale, favorendo di fatto lo sviluppo e soprattutto permettendo l’elevamento di aziende europee agli stessi livelli degli Stati Uniti in un settore destinato a rappresentare il futuro del mondo digitale.</p>
<p>Le previsioni, del resto, parlano di <strong>un mercato legato al cloud che ha raggiunto quota 40 miliardi di dollari nel corso del 2011 e che potrebbe toccare i 240 miliardi entro il 2020</strong>. Di tale cifra soltanto una piccola fetta spetta all’Europa, la quale necessita dunque di una vera e propria rivoluzione in grado di smuovere equilibri che negli ultimi anni si sono consolidati al punto di ritenere in prima battuta impossibile la loro risoluzione.</p>
<p>Una questione di sicurezza, una questione economica, una questione di diritto. Una scelta autarchica non di principio, insomma, ma di necessità: l’UE ha bisogno di dire la propria al di là di ogni semplicistica convenienza in sé.</p>
<p><em>Articolo tratato da: www.webnews.it</em></p>
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		<title>Search, plus your world: il tuo mondo nella ricerca Google+</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 11:01:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google Apps News @it]]></category>
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		<description><![CDATA[La Ricerca Google ha sempre avuto lo scopo di farvi trovare i risultati migliori. Talvolta si tratta di risultati pubblici provenienti dal Web, mentre altre volte si tratta di vostri contenuti personali o di materiale condiviso con voi da persone che vi interessano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Ricerca Google ha sempre avuto lo scopo di farvi trovare i risultati  migliori. Talvolta si tratta di risultati pubblici provenienti dal Web,  mentre altre volte si tratta di vostri contenuti personali o di  materiale condiviso con voi da persone che vi interessano.</strong> Queste  persone meravigliose e questi ricchi contenuti personali attualmente non  sono inclusi nella vostra esperienza di ricerca. La ricerca è ancora  limitata a un universo di pagine web create pubblicamente, per la  maggior parte da persone che non avete mai conosciuto. Oggi vogliamo  cambiare questa esperienza portando il vostro mondo, ricco di persone e  informazioni, all’interno della Ricerca.</p>
<p>La Ricerca è sorprendente per la sua capacità di trovare un ago nel  pagliaio di miliardi di pagine web, immagini, video, notizie e altro  ancora. Ma chiaramente questo non è sufficiente. Sul Web dovreste poter  trovare le vostre cose, le persone che conoscete e i contenuti che hanno  condiviso con voi, così come le persone che ancora non conoscete ma  vorreste conoscere&#8230;tutto da un’unica casella di ricerca.</p>
<p>Stiamo trasformando Google in un motore di ricerca che capisce non solo i  contenuti, ma anche le persone e le relazioni. Abbiamo iniziato questa  trasformazione con la Ricerca sociale e oggi stiamo facendo un altro grande passo in questa direzione introducendo tre nuove funzioni:</p>
<ol>
<li><strong>Risultati personali</strong>, per trovare informazioni <strong>solo per voi</strong>,  come le foto e i post di Google+, vostri o condivisi espressamente con  voi e che solo voi potrete vedere nella pagina dei risultati;</li>
<li><strong>Profili nella Ricerca</strong>, sia nel completamento automatico che  nei risultati, per trovare immediatamente persone a cui tenete o che  desiderate seguire; e</li>
<li><strong>Persone e Pagine Google+</strong>, per trovare i profili delle persone  e le pagine Google+ correlate a un argomento o a un’area di interesse  specifica e seguirli con pochi clic. Perché dietro a quasi ogni query  c’è una community.</li>
</ol>
<p>Insieme, queste funzioni contribuiscono a creare Search plus Your World:  il tuo mondo nella Ricerca di Google. La Ricerca è semplicemente  migliore se comprende il vostro mondo e questo è solo all’inizio.</p>
<div>
<div><strong>Risultati personali</strong></div>
</div>
<p>Supponiamo che stiate cercando una destinazione per una vacanza.  Naturalmente potete eseguire una ricerca sul Web, ma se invece voleste  farvi un’idea di quello che hanno fatto i vostri amici durante le loro  vacanze? Proprio come nella vita reale, le esperienze degli amici spesso  sono molto più significative rispetto ai contenuti impersonali  provenienti dal Web. Con Search plus Your World potete trovare:</p>
<ul>
<li><strong>Post di Google+</strong>. Potete trovare post di amici condivisi  su Google+ pertinenti e che descrivono il fantastico viaggio da cui sono  appena tornati, sia che l’abbiano condiviso privatamente con voi o reso  pubblico. Troverete link condivisi dai vostri amici, ad esempio le  attività, i ristoranti o altri aspetti che hanno particolarmente gradito  durante il loro viaggio.</li>
<li><strong>Foto</strong>. Potete trovare bellissime foto delle vacanze dei vostri  amici direttamente nella pagina dei risultati di ricerca. Potete anche  trovare le vostre foto private su Google+ e Picasa in base alle  didascalie, ai commenti e al titolo dell’album.</li>
</ul>
<p><strong>Risultati personali: una storia di famiglia </strong><br />
Da bambino, il mio frutto preferito era il Chikoo,  che è straordinariamente dolce e saporito. Quando alcuni anni fa  abbiamo adottato un cane, abbiamo deciso di chiamare il nostro dolce  cucciolo come il mio frutto preferito. Nel corso degli anni abbiamo  condiviso privatamente molte foto di Chikoo (il nostro cane) con la  famiglia. Per me, la query [chikoo] significa due cose diverse ma  entrambe molto dolci e i miglioramenti di oggi mi offrono la magica  esperienza di trovare entrambi i Chikoo che amo, direttamente nella  pagina dei risultati.</p>
<p>Questa ricerca è più utile per me e mi presenta una pagina di risultati che <strong>solo io posso vedere</strong>.  E mentre ottengo un piacevole mix di risultati personali e risultati  dal Web, posso anche fare clic sul link in alto nella pagina dei  risultati (freccia rossa) per cercare soltanto nel mio mondo.</p>
<p><strong>Profili nella Ricerca</strong><br />
Ogni giorno vengono cercate sul Web milioni di persone. A volte è  difficile trovare la persona che si sta cercando e, una volta trovata,  non esiste un modo rapido per interagire con lei. A partire da oggi,  avrete a disposizione un sistema efficace per connettervi alle persone  istantaneamente, direttamente dai risultati di ricerca.</p>
<p>Ora, digitando le prime lettere del nome di un vostro amico viene  visualizzata una previsione personalizzata del profilo nel completamento  automatico. Selezionando un profilo, si apre una pagina dei risultati  relativa a quell’amico che include informazioni prese dal suo profilo  Google+ e risultati web pertinenti che possono essere correlati a quella  persona. E questa esperienza personale può essere istantanea, grazie a  Google Instant. Quindi se cerco [ben smith], adesso trovo il mio caro  amico Ben ogni volta, anziché le centinaia di altri Ben Smith (senza  offesa per gli altri!).<br />
<strong>Sicurezza, trasparenza e controllo senza precedenti</strong> In tema di sicurezza e privacy puntiamo molto in alto per Search plus  Your World. Poiché alcune delle informazioni presenti nei risultati di  ricerca, inclusi i post e le foto private di Google+, sono già protette  dalla crittografia SSL su Google+, abbiamo deciso che anche la pagina dei risultati debba  essere protetta dallo stesso livello di sicurezza e privacy. Per lo  stesso motivo siamo stati il primo tra i maggiori motori di ricerca ad  attivare la ricerca tramite SSL per impostazione predefinita per gli utenti autenticati l’anno scorso. Ciò significa che quando  eseguite l’accesso al vostro account Google, i vostri risultati di  ricerca, inclusi i contenuti privati, sono protetti dagli stessi elevati  standard di crittografia utilizzati per i messaggi in Gmail.</p>
<p>Vogliamo anche essere trasparenti su come funzionano le nostre  applicazioni e darvi il controllo di come utilizzarle. Con le modifiche  di oggi, introduciamo elementi di interfaccia e impostazioni di  controllo simili a quelli in Google+. Ad esempio, i risultati personali  sono chiaramente contrassegnati come “Pubblico”, “Con restrizioni” o  “Solo tu”. Inoltre, le persone che compaiono nei risultati sono  distintamente contrassegnate con la cerchia di Google+ a cui  appartengono o come connessioni suggerite.</p>
<p>Stiamo anche introducendo un nuovo pulsante ben visibile nella parte  superiore della pagina dei risultati tramite il quale potete vedere come  appaiono i vostri risultati di ricerca senza includere alcun contenuto  personale. Con un solo clic potete passare alla versione non  personalizzata dei risultati di ricerca.</p>
<p>Questo significa non avere risultati dai vostri amici, non avere  informazioni private e non avere la personalizzazione dei risultati in  base alla vostra Cronologia web.  Questo pulsante funziona per una singola sessione di ricerca, ma potete  definirne il valore predefinito nelle impostazioni di ricerca. Forniamo  un  controllo separato nelle impostazioni di ricerca anche per altri elementi contestuali che usiamo, inclusi la località e la lingua.</p>
<p>Questo è un livello di trasparenza e di controllo senza precedenti sui risultati di ricerca personali.</p>
<p><strong>Inizia un bellissimo viaggio</strong><br />
Search plus Your World sarà disponibile nei prossimi giorni per gli utenti che eseguono l’accesso e che fanno ricerche su <a href="https://www.google.com/">https://www.google.com</a> in inglese.</p>
<p>Circondati da 7 miliardi di persone e 510 milioni di chilometri quadrati  sulla Terra, un fantastiliardo di stelle e un trilione di pagine web,  noi trascorriamo le nostre brevi, preziose vite in una determinata  città, con determinati amici e familiari, in orbita intorno a una sola  stella e facendo affidamento su una piccola fetta delle informazioni  disponibili nel mondo. Il nostro sogno è che la tecnologia consenta a  ciascuno di noi di esplorare la ricchezza delle informazioni e delle  persone che ci circondano.</p>
<p>Il nome della nostra società deriva dal numero matematico <a href="http://www.google.it/search?gcx=c&amp;sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8&amp;q=define+googol">googol</a> perché la nostra aspirazione è indicizzare le innumerevoli risposte  sulle pagine web, ma quella è solo una parte della storia. L’altra parte  sono le persone e Search plus Your World è per loro.</p>
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		<title>Redditometro senza automatismi</title>
		<link>http://www.nextrem.eu/it/privacy-news/redditometro-senza-automatismi</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 12:36:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy News]]></category>
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		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[persone fisiche]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>

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		<description><![CDATA[Dovrà supportare l'attività di accertamento del fisco sulle persone fisiche cercando di orientare i contribuenti a dichiarare al fisco un reddito "coerente" rispetto alla loro reale capacità di spesa. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #003366;"><strong> <span style="color: #000000;">Befera «Strumento a supporto dell&#8217;accertamento» &#8211; Sperimentazione da novembre a febbraio </span></strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">«Il  nuovo redditometro non sarà utilizzato per accertamenti di massa. Sarà  uno strumento di compliance». Dovrà supportare l&#8217;attività di  accertamento del fisco sulle persone fisiche cercando di orientare i  contribuenti a dichiarare al fisco un reddito &#8220;coerente&#8221; rispetto alla  loro reale capacità di spesa. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">È questo il messaggio che il direttore dell&#8217;agenzia delle Entrate,  Attilio Befera, ha voluto lanciare a chiare lettere alle associazioni di  categoria e ai professionisti nel corso della presentazione del nuovo  strumento di controllo. E anche a chi tra i presenti gli chiedeva di  voler conoscere in questa fase di sperimentazione &#8220;la scatola nera&#8221; del  nuovo redditometro per verificare la fondatezza dei risultati a cui  giunge la procedura di calcolo, Befera ha risposto che «con il nuovo  redditometro il Fisco avrà un approccio di verifica e di sola analisi  del rischio di evasione».<br />
</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Con il redditometro «avremo la possibilità di non scocciare &#8211; ha  aggiunto Luigi Magistro, direttore centrale Accertamento delle Entrate &#8211;  chi non merita di essere scocciato e non impiegheremo risorse  inutilmente, quando Associazioni e professionisti Promosso il metodo ma  guardia alta sul reale utilizzo del meccanismo c&#8217;è una grande massa  imponibile da far emergere».<br />
</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La funzione matematica messa a punto si riferisce a cinque aree  geografiche (Nord-Est, Nord-Ovest, Centro, Sud, Isole), 11 tipi di  nuclei familiari e cento voci di spesa divise in sette categorie (si  veda il grafico della pagina precedente).<br />
</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il nuovo strumento, come ha spiegato Giampiero Brunello, presidente e  ad di Sose, da inzio novembreentra nella fase sperimentale in cui le  accnriazioni di categoria ricopriranno un ruolo chiave perla bontà del  test Infatti, sulla base dei loro esempi che saranno chiamati a inviare a  Sose in forma autonoma, il Fisco valuterà i risultati del nuovo  strumento e «solo quando si avrà un elevato grado di affidabilità e  attendibilità &#8211; ha detto Brunello &#8211; il software sarà reso dispombile».<br />
</span></p>
<p><span style="color: #000000;">L&#8217;obiettivo sarà comunque quello di mettere a disposizione dei  contribuenti il software per fine febbraio. Intanto ieri Befera e  Magistro hanno incassato il via libera delle associazioni di categoria e  dei professionisti.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Articolo tratato da: www.ilsole24ore.it</em><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Statistiche di rilevamento da Kaspersky</title>
		<link>http://www.nextrem.eu/it/kaspersky-lab-news/statistiche-di-rilevamento-da-kaspersky</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:58:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Kaspersky Lab News @it]]></category>
		<category><![CDATA[falsi positivi]]></category>
		<category><![CDATA[firme]]></category>
		<category><![CDATA[Kaspersky]]></category>
		<category><![CDATA[malware]]></category>
		<category><![CDATA[test]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie alla disponibilità di un database di circa 3,5 milioni di virus e di una libreria di oltre 40.000 firme di test per la verifica dei falsi positivi, possiamo di seguito fornire una tabella comparativa delle capacità di individuazione di questo tipo di prodotto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Grazie alla disponibilità di un database di circa 3,5 milioni di virus e di una libreria di oltre 40.000 firme di test per la verifica dei falsi positivi, possiamo di <a href="http://www.nextrem.eu/wp-content/uploads/2011/02/kaspersky.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7144" title="kaspersky" src="http://www.nextrem.eu/wp-content/uploads/2011/02/kaspersky-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>seguito fornire una tabella comparativa delle capacità di individuazione di questo tipo di prodotto.</strong></p>
<p>È opportuno comunque ricordare che, specie nelle primo caso, oltre il 94% dei virus disponibili in questo tipo di libreria non giunge mai <em>&#8220;on the field&#8221;</em>, in quanto malamente realizzati o bloccati, nella loro distribuzione, a nascere. <em>L&#8217;articolo continua qui sotto.</em></p>
<p>È questo il motivo per cui alcuni prodotti antivirus utilizzano una doppia forma di scansione; quella rapida, che adotta una libreria molto ridotta, legata alle infezioni più comuni e diffuse, e l&#8217;altra, più esaustiva, che esegue scansioni approfondite di ogni elemento, operazione questa in genere riservata a sedute in cui il sistema non viene utilizzato per altri scopi.</p>
<p><a title="http://www.kaspersky.com/it/kaspersky_internet_security" href="http://www.zeusnews.it/link/13149" target="_blank">KASPERSKY INTERNET SECURITY 2012</a></p>
<p><strong>Virus non individuati</strong>: 584 su una libreria di 3.702.144 firme (pari a circa lo 0,015%)<br />
<strong>Falsi positivi</strong>: 2 casi su una libreria di 27.842 firme dummy<br />
<strong>Tempo di scansione HD</strong> contenente 8.348 file per 2,4 GB: 255 secondi</p>
<p>Articolo tratato da:www.zeusnews.it</p>
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		<title>Chrome per Android sta arrivando</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 10:52:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Technology News @it]]></category>
		<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[browser]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualche mese fa avevamo parlato di come molti utenti avrebbero gradito molto una versione “mobile” del celebre web browser Google Chrome]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nextrem.eu/wp-content/uploads/2012/01/chromium.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11237" title="chromium" src="http://www.nextrem.eu/wp-content/uploads/2012/01/chromium.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a><strong>Qualche mese fa avevamo parlato di come molti utenti avrebbero gradito molto una versione “mobile” del celebre web browser Google Chrome</strong>. Da un po di tempo a questa parte il celebre browser di Google è uno tra i più utilizzati, grazie anche alla sua velocità.</p>
<p>Pare che il desiderio espresso da molti utenti sia stato ascoltato e Google si sia messa al lavoro. Dal profilo Google+ di <a href="https://plus.google.com/u/0/112037858806492954848/posts" target="_blank">Chromium</a>, una pagina ufficiale Google, è apparso un post breve ma assolutamente chiaro “<em>Let’s port Chromium to Android!</em>“. Immediata ed entusiasta è stata la risposta degli utenti, che hanno espresso il loro gradimento commentando il post. Vi aggiorneremo non appena avremo qualche dettaglio in più. State però certi, Chrome sarà presto anche sui vostri smartphone Android.</p>
<p><em>Articolo tratato da: www.androidblog.it</em></p>
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		<title>Videosorveglianza doc</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 12:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy News]]></category>
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		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
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		<description><![CDATA[I sistemi pubblici di videosorveglianza intelligente devono essere preventiamente autorizzati dal garante. Lo ha chiarito l'Autorità per la protezione dei dati personali con la nota n. 18197 del 13 settembre 2011.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="width: 100%; height: 226px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="340" valign="top">
<div>
<p><span style="color: #000000;"> <strong>Sistemi autorizzati dal Garante privacy<br />
</strong><br />
I sistemi pubblici di videosorveglianza  intelligente devono essere preventiamente autorizzati dal garante. Lo ha  chiarito l&#8217;Autorità per la protezione dei dati personali con la nota n.  18197 del 13 settembre 2011.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Il comune di Grugliasco ha richiesto chiarimenti circa l&#8217;implementazione  del proprio sistema di videosorveglianza con tecnoclogie evolute, in  grado di focalizzare l&#8217;attenzione del grande fratello su ambiti  specifici, in concomitanza con eventi che attivano il sistema  elettronico.<br />
La legge 38/2009 di conversione del dl 11/2009, ha modificato  sensibilmente il panorama normativo in materia di videosorveglianza. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Le immagini raccolte dagli impianti comunali possono ora essere  utilizzate anche per la tutela della sicurezza urbana e conservate fino  ai sette giorni.<br />
L&#8217;utilizzo delle tecniche di videosorveglianza locale è sempre stato  collegato alle finalità tradizionali dei comuni ovvero il controllo del  traffico e la tutela delle proprietà comunali. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Articolo tratato da: www.italiaoggi.it</em><br />
</span></p>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Aziende italiane sulla nuvola di Google</title>
		<link>http://www.nextrem.eu/it/google-apps-news/aziende-italiane-sulla-nuvola-di-google</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 10:33:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google Apps News @it]]></category>
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		<description><![CDATA[Retail, pubblica amministrazione, mondo bancario, telecomunicazioni, manufacturing: le realtà italiane che, nel corso del 2011, hanno adottato le soluzioni in the cloud di Google appartengono a un po' tutti i settori economici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Retail, pubblica amministrazione, mondo bancario, telecomunicazioni, manufacturing: le realtà italiane che, nel corso del 2011, hanno adottato le soluzioni in the cloud di Google appartengono a un po&#8217; tutti i settori economici.</strong> Quante sono le aziende del Belpaese che hanno adottato le apps del colosso di Mountain View?</p>
<p>A precisa domanda, il country manager della divisione Enterprise per l&#8217;Italia (attiva dal 2006) Luca Giuratrabocchetta risponde con un vago «diverse centinaia» perché di numeri precisi su scala locale – questo impone la policy della multinazionale californiana – non se ne possono fare. Si possono però citare quelli a livello globale, e sono i seguenti: quattro milioni le aziende che usano le Google Apps nel mondo, di cui un milione in Europa, e 5mila quelle che entrano ogni giorno nell&#8217;ecosistema cloud di Google.</p>
<p>Giuratrabocchetta va comunque oltre queste cifre per ribadire un concetto che a Google preme molto nell&#8217;ottica dell&#8217;inevitabile confronto con le soluzioni di produttività aziendale &#8220;cloud based&#8221; della dichiarata nemica in questo mercato, e cioè Microsoft con la piattaforma Office 365. «È sbagliato – queste l&#8217;assunto del manager – affermare che le nostre apps sono adatte solo ad aziende di piccole e medie dimensioni.</p>
<p><a href="http://www.nextrem.eu/wp-content/uploads/2011/12/googlecloudprint.png"><img class="alignright size-medium wp-image-11109" title="googlecloudprint" src="http://www.nextrem.eu/wp-content/uploads/2011/12/googlecloudprint-300x166.png" alt="" width="300" height="166" /></a>È vero piuttosto che siamo partiti dalle imprese più piccole, che da almeno due anni serviamo realtà medio-grandi con alcune decine di migliaia di addetti e che alla fine di gennaio annunceremo i primi clienti da centinaia di migliaia di utenti. Quanto ai prodotti della concorrenza, mi limito ad osservare che sicuramente Ibm e Microsoft sono più avanti di noi nell&#8217;ambito delle soluzioni di unified communications, perché sono da più anni operative in questo comparto, ma anche come la quota di mercato di Office 365 nell&#8217;ambito delle soluzioni di produttività in the cloud sia ancora irrilevante perché la migrazione alla nuova suite è appena iniziata».</p>
<p>Analizzando la tipologia di aziende che hanno scommesso su Google Apps (i cui costi sono nell&#8217;ordine dei 40 euro l&#8217;anno per utente) sposando la logica del software come servizio, Giuratrabocchetta fa notare come vi siano settori più sensibili (retail e Pa fra questi) e più ricettivi di altri «perché più pronti a livello di struttura, vedi per esempio le start up, a cogliere i vantaggi di operare con le applicazioni nella nuvola e a verificare come le tempistiche di ritorno degli investimenti siano inferiore ai dodici mesi e come i risparmi sui costi delle risorse It sia nell&#8217;ordine del 50-60%».</p>
<p>Quanto ai nomi delle aziende migrate (anche solo parzialmente) sulla nuvola di Google, &#8220;new entry&#8221; come Sirti (infrastrutture di rete per le telco), l&#8217;azienda trasporti pubblici Atv Verona, l&#8217;Icim (Istituto di Certificazione Industriale per la Meccanica) e la casa di produzione di fiction televisive Lux Vide si aggiungono ai vari altri in portafoglio, e quindi quelli (fra i vari altri) di Roberto Cavalli e Italtel, DigiCamere e Valeo, Fracarro e Comune di Codogno.</p>
<p>Ma cosa ci fanno, nel cloud, queste aziende? Fra i nuovi clienti, Yamamay ha per esempio appena avviato la migrazione a Google Apps for Business – attivando i 25 gigabyte della versione enterprise di Gmail, i servizi Docs e Maps e Google Sites per la creazione e la condivisione nella nuvola di mini-siti &#8211; di tutti i 60 negozi italiani di proprietà del brand e delle diverse sedi aziendali localizzate in Italia, Spagna e Cina Popolare. Per un totale di 520 nuovi utenti interessati dall&#8217;operazione. Salmoiraghi &amp; Viganò ha completato invece nel corso del 2011 la migrazione alle Apps di circa 500 negozi (di proprietà e in franchising) e della sede centrale per un totale di 700 account attivati: 70 di questi, fra dirigenti e area manager, sono oggi abilitati tramite apposito connettore ad utilizzare i servizi cloud in mobilità su dispositivi Blackberry.</p>
<p>Nel settore pubblico e della sanità spiccano invece le esperienze del Comune di Cesena (600 account Google Apps attivati), dell&#8217;Istituto Auxologico Italiano (900 utenti) e dell&#8217;Ass 4 Medio Friuli di Udine, che ha attivato le applicazioni in the cloud per 320 fra medici di medicina generale e pediatri di libera scelta operanti sul territorio di pertinenza nonché per i 2.500 addetti dell&#8217;azienda sanitaria. Passando al settore manifatturiero, i nuovi testimonial di Google sono Fater (1.400 utenti Google Apps per la joint-venture fra il Gruppo Angelini e Procter&amp;Gamble), Prima Industrie (altri 1.400 account), Global Garden Group (600) e Siti-B&amp;T Group. Infine il mondo bancario. Agli apripista Banca di Credito Cooperativo di Pistoia e Credicoop di Cernusco sul Naviglio, oggi sono salite nella nuvola di Mountain View anche Banca Popolare di Spoleto (850 account), Banca di Pescia e Cassa Rurale ed Artigiana di Binasco.</p>
<p><em>Articolo tratato da: www.ilsole24ore.it</em></p>
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		<title>Xerity e NETASQ insieme per la sicurezza</title>
		<link>http://www.nextrem.eu/it/netasq-news/xerity-e-netasq-insieme-per-la-sicurezza</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 10:21:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuel</dc:creator>
				<category><![CDATA[NETASQ News]]></category>
		<category><![CDATA[firewall]]></category>
		<category><![CDATA[NATO]]></category>
		<category><![CDATA[NETASQ]]></category>
		<category><![CDATA[security]]></category>
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		<category><![CDATA[Xerity]]></category>

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		<description><![CDATA[NETASQ ha siglato un accordo con Xerity per la distribuzione sul territorio italiano dei firewall IPS NETASQ fisici e virtuali, implementando così il suo portfolio security.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>NETASQ ha siglato un accordo con Xerity per la distribuzione sul territorio italiano dei firewall IPS NETASQ fisici e virtuali, implementando così il suo portfolio security.</h3>
<p>NETASQ ha siglato un accordo commerciale con Xerity per la distribuzione dei propri sistemi di filtraggio antimalware  in Italia.</p>
<p><strong>Xerity completerà la linea di prodotti del vendor con soluzioni certificate NATO</strong>, Restreint UE e EAL4+ dotate di tecnologie di Intrusion Prevention e Vulnerability Assessment, e garantirà alla clientela enterprise del vendor una adeguata assistenza commerciale e tecnica.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3926" title="Logo Netasq" src="http://www.nextrem.eu/wp-content/uploads/2010/09/logo-netasq.png" alt="Logo Netasq" width="172" height="85" /></p>
<p>Xerity, già distributore in Italia di Alcatel, supporterà quindi NETASQ nello sviluppo di nuovi canali nella fascia medium-large enterprise aggiungendo valore alle soluzioni fisiche e virtuali del vendor attraverso i servizi erogati dal VAD.</p>
<p><em><strong>Marco Gabriele, Sales Director di Xerity</strong></em> ha così commentato l&#8217;accordo raggiunto: “<em>L’offerta tecnologica di NETASQ assume nel portafoglio Xerity un ruolo da protagonista, andando di fatto a completare la nostra offerta in ambito Network Security. Le soluzioni NETASQ rappresentano oggi una eccellente opportunità per i nostri Partner di differenziarsi sul mercato attraverso un brand &#8216;esclusivo&#8217; e, nello stesso tempo, detentore di elevati contenuti tecnologici, certificazioni e vantaggi competitivi molto interessanti per il canale e gli utenti finali </em>”.</p>
<p>Questo accordo si inserisce nel più ampio progetto di NETASQ di espandere globalmente il proprio supporto commerciale e tecnico locale qualificato.</p>
<p><em>Articolo tratato da: www.cdvweb.it</em></p>
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		<title>Stretta sulle compensazioni</title>
		<link>http://www.nextrem.eu/it/privacy-news/stretta-sulle-compensazioni</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 12:29:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy News]]></category>
		<category><![CDATA[compensazioni]]></category>
		<category><![CDATA[notifica]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>

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		<description><![CDATA[Stop alle compensazioni orizzontali per chi non adempie, entro il termine per la presentazione del ricorso, all'intimazione di versamento degli importi richiesti dai "nuovi" accertamenti esecutivi, pari ad un terzo dei tributi richiesti con relativi interessi e spese di notifica. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> <em>Fisco e contribuenti.</em> L&#8217;analisi degli effetti del mancato pagamento degli accertamenti esecutivi.<br />
Chi non versa gli importi provvisori non può utilizzare i crediti</strong></p>
<p>Stop alle compensazioni orizzontali per chi non adempie,  entro il termine per la presentazione del ricorso, all&#8217;intimazione di  versamento degli importi richiesti dai &#8220;nuovi&#8221; accertamenti esecutivi,  pari ad un terzo dei tributi richiesti con relativi interessi e spese di  notifica.<br />
È questo l&#8217;effetto del combinato disposto di due diverse  disposizioni contenute nel Dl 78/2011 e ad oggi entrambe in vigore,  dopo che il 1° ottobre scorso è scattato il semaforo verde per gli  accertamenti che concentrano in sé anche la natura di atti della  riscossone.<br />
Ciò si verifica perché a questi atti vanno oggi  attribuiti «i riferimenti contenuti in norme vigenti al ruolo e alla  cartella di pagamento».<br />
L&#8217;articolo 29 del decreto 78, nel prevedere  l&#8217;esecutività degli avvisi di accertamento emessi dall&#8217;agenzia delle  Entrate a partire dal i ottobre scorso ai fini delle imposte sui  redditi, dell&#8217;Irap e dell&#8217;Iva con riferimento ai periodi d&#8217;imposta 2007 e  successivi, ha sostanzialmente posto i destinatari di tali atti di  fronte a un bivio.<br />
Tralasciate le ipotesi dell&#8217;acquiescenza, della  definizione in adesione (Dlgs 218/1997) e quella (decisamente  sconsigliabile) consistente nel lasciare che l&#8217;atto divenga defmitivo,  il contribuente raggiunto dall&#8217;atto esecutivo e che ha deciso di  impugnarlo in commissione tributaria può scegliere di adempiere  all&#8217;intimazione di versamento degli importi dovuti per la riscossione a  titolo provvisorio (articolo 15 del <a href="http://www.equitaliaservizi.it/eqs/opencms/export/sites/eqs/doc/normativa/Decreto_pr_602_del_73.pdf" target="_blank">Dpr 602/1973</a>) riportati nelle &#8220;avvertenze&#8221; dell&#8217;atto medesimo, oppure no.<br />
Nel primo caso, egli &#8220;anticipa&#8221; parte delle somme che  secondo le Entrate sarebbero dovute, in attesa che un giudice stabilisca  chi ha ragione.<br />
Nel caso di decisione favorevole al contribuente, le  somme verranno (ordinariamente) rimborsate entro sessanta giorni dalla  notifica di questa (articolo 68, comma 2, del <a href="http://dlgs+546/1992" target="_blank">Dlgs 546/1992</a> e circolare n. 49/F12010).<br />
Ove, invece, il contribuente decida di non versare tali  somme, aggiunge al ricorso l&#8217;istanza per la sospensione giudiziale  dell&#8217;esecuzione dell&#8217;atto, ai sensi dell&#8217;articolo 47 del Dlgs 546/1992,  il cui comma 5-bis, prevede che su tale istanza la commissione  tributaria debba decidere entro 180 giorni dalla presentazione.</p>
<p><em>Articolo tratato da: www.ilsole24ore.it</em></p>
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